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Il monumento ai Caduti

Fotografia della torre medioevale
Qui sopra, il monumento ai Caduti, nella centrale piazza Umberto I.

Abbazie e monasteri


È a tutti noto il ruolo che le grandi abbazie alto-medioevali svolsero (oltre che nel campo dell’ascesi e della vita spirituale) nell’organizzazione e nella promozione del lavoro agricolo. L’osservanza della regola di S. Benedetto (ora et labora) fece si che – quale che fosse l’Ordine che le fondò – all’applicazione delle antiche regole monastiche si accompagnasse una visione "imprenditoriale" della vita e del lavoro dei monaci, resa possibile dalla relativa autonomia di cui le grandi abbazie godevano, tale da consentire loro l’attuazione di consuetudini proprie.
Questa funzione fu esercitata, a Santo Stefano Belbo, dall’abbazia benedettina di S. Gaudenzio, i cui monaci introdussero nei loro estesi possedimenti fondiari la coltura della vite che doveva diffondersi sulle colline santostefanesi. Altri Ordini monastici – Francescani scalzi e Cistercensi – operarono in epoche successive nel paese e risiedettero nel Monastero di San Maurizio.

Scorcio notturno

Una curiosa visuale del centro storico di Santo Stefano Belbo sotto la neve
Qui sopra, un suggestivo scorcio notturno del centro storico sotto la neve.

Santo Stefano, il piacere delle scoperte inattese

Nel 1920 venne benedetta, dal vescovo di Alba mons. Francesco Giuseppe Re, la posa della prima pietra per la costruzione di una nuova chiesa, destinata a sostituire - nelle funzioni parrocchiali - l'antica chiesa dei Ss. Giacomo e Cristoforo, che sorgeva non lontana. Il progetto è dell'architetto Giuseppe Gallo. Le funzioni parrocchiali vi vengono trasferite nel 1926, quando la chiesa viene consacrata. Il sacro edificio è dotato di due cappelle laterali dedicate a San Giuseppe e alla Madonna di Lourdes.

SS. Giacomo e Cristoforo, antica chiesa parrocchiale.

L'antica parrocchiale del luogo, dedicata ai Santi Giacomo e Cristoforo, sorgeva nella "villa" ai piedi della collina dove,  accanto ai resti del castello, si staglia la torre duecentesca. Fu, fin verso la fine del '200, sotto la cura dei canonici di Ulzio. Venne poi unita al canonicato della Cattedrale di Alba, da cui si emancipò nel 1577. Nel 1336 vi vengono ratificati gli "Statuti" della Comunità, dal Consiglio Generale che qui si era riunito. Consistenti lavori all'edificio vengono ordinati da mons. Vincenzo Marino, vescovo di Alba, che visita la chiesa nel 1576, come fa anche mons, Gerolamo Regazzoni che in particolare, nel 1577, raccomanda di chiudere con mura l'attiguo cimitero. Essa è dotata di sei altari, di cui alcuni privati. Nel 1698 viene demolito l'oratorio delle Umiliate, rovinato e semi-diroccato, che le sorgeva dinanzi. Nel 1785 la parrocchiale risulta in "stato rovinoso", ma per vedere conclusi i lavori di ristrutturazione e la decorazione della navata centrale, occorre giungere al 1871/1872. Nel 1886 vi viene collocato un nuovo organo, opera di Francesco Vittino e, l'anno successivo viene rifatta completamente la facciata. Nel 1926 le funzioni parrocchiali vengono trasferite alla nuova chiesa del Sacro Cuore di Gesù, mentre con un'impegnativa campagna di restauro l'antica chiesa diviene – negli anni '90 – sede della Fondazione Cesare Pavese. 

Una curiosa immagine del Santuario della Madonna della Neve e della chiesa parrocchiale.
Una curiosa immagine del Santuario della Madonna della Neve, che il teleobiettivo fa apparire alle spalle della chiesa parrocchiale.

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la cappella dell'Assunta e la chiesa di S. Libera.
La cappella dell'Assunta, conosciuta anche come "Madonna delle Rose"; a destra, la chiesa di S. Libera, nell'insediamento omonimo.

Santa Margherita, chiesa parrocchiale (Frazione Valdivilla)

Si ritiene che la più antica sede di culto del luogo fosse già dedicata a S. Margherita di Antiochia, fin dal XIII secolo. La chiesa fu probabilmente ricostruita nel XVII secolo. Nel 1574 venne eretta canonicamente in parrocchia. Nel 1577 risulta unita alla parrocchiale di S. Pietro in Vincoli di Camo. Nel 1644 la parrocchia di Valdivilla, che per qualche tempo aveva avuto vita autonoma, viene ancora unita a quella di Camo e le due chiese hanno vita comune per circa due secoli. Nel 1838 il vescovo di Alba, mons. Costanzo Michele Fea, ricostituisce la parrocchia di Valdivilla. La chiesa è stata recentemente oggetto di lavori di restauro.

La parrocchiale della frazione Valdivilla, dedicata a Santa Margherita.
La parrocchiale della frazione Valdivilla, dedicata a Santa Margherita, fu probabilmente ricostruita nel XVII sec.

San Gaudenzio, Abbazia

Venne eretta dai benedettini sul sito dove forse, in epoca romana, sorgeva un tempio dedicato a Giove Capitolino. Insigne monumento di architettura romanica (attualmente compresa nella proprietà di una ditta vinicola), presenta ancora tratti artisticamente interessanti: parti del corpo di fabbrica, le tre absidi semicircolari in pietra arenaria, sacrestia, mosaici e sculture.

San Maurizio, Monastero

Sorge sulla collina a ponente del paese, non lontano dalla strada che porta a Valdivilla. Dai primi anni del '600 fino al 1840, qui vissero e operarono i Francescani Scalzi e i Cistercensi. Il complesso, rimaneggiato nel corso dei secoli, appartenne al conte Vittorio Incisa Beccaria. Restaurato con grande cura, è stato trasformato in un "Relais" a 5 stelle. Nel complesso edilizio è visibile l'antica cappella di S. Maurizio.

Madonna della Neve, Santuario

Si staglia sulla sommità della collina di Moncucco, a nordovest del concentrico. È dedicata a "Maria SS.ma Addolorata
e della Neve". Da questo luogo, il 4 agosto di ogni anno, parte il segnale per l'accensione dei falò che illuminano le colline circostanti con effetti di forte suggestione.

Il Santuario della Madonna della Neve.
Il Santuario della Madonna della Neve, sullo storico colle di Moncucco, luogo provilegiato di culto già in epoche antiche.

Altre cappelle

L'esteso territorio comunale è costellato di piloni votivi e cappelle. In borgata S. Libera è la chiesa dedicata a S. Liberata Vergine; in località S. Grato vi è la chiesetta omonima; alla SS.ma Annunziata è dedicata la cappella interna al cimitero. Nel concentrico un'altra cappella è dedicata all'Assunta (detta anche "Madonna delle Rose"). A nord-est, sul punto più elevato del territorio (località Bauda), quasi ai confini con Canelli, sorge la cappella di Sant'Eufrem. Un'altra cappella – oggi sconsacrata – dedicata a San Rocco s'incontra nella frazione Valdivilla.

Cappella dell'Assunta
Cappella dell'Assunta, conosciuta anche come "Madonna delle Rose"

Torre medievale

Fortemente lesionata, si erge sulla collina di S. Libera, a sudest del centro abitato. È l'unica testimonianza materiale pervenuta sino a noi, del primitivo abitato di S. Stefano Belbo e del castello che vi sorgeva. Durante le campagne di scavo condotte nel corso del 1989 ai piedi della torre, si è venuta delineando l'esistenza di un abitato tardo-romanico.