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Cesare Pavese

“…Un paese vuol dire non
essere soli, sapere che
nella gente, nelle piante,
nella terra c’è qualcosa
di tuo, che anche quando
non ci sei resta ad
aspettarti.”

Fotografia del busto di Cesare Pavese.
Qui sopra il busto dello scrittore posto nel cortile delle scuole, tributo della Comunità al suo illustre concittadino.

Cesare Pavese

Fotografia di Cesare PaveseCesare Pavese nasce il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo, ove il padre, cancelliere del Tribunale di Torino,
possiede un piccolo podere.
Compie gli studi a Torino, laureandosi in lettere con una tesi su Walt Whitman; dopo un breve periodo d'insegnamento
inizia l'attività letteraria. Si dedica a un'intensa opera di traduttore (Melville, Sinclair Lewis, Dos Passos, Faulkner ecc.) e nel 1933 è tra i fondatori dell'Einaudi, Editrice cui resterà legato per sempre da comunanze di interessi e ideali. Nel 1934 dirige
"La Cultura" e nel 1935 è arrestato per sospetta attività antifascista e condannato al confino a Brancaleone Calabro. Durante questo periodo, contrasta tenacemente il peso della lontananza e della solitudine con il suo lavoro di scrittore.
Ritornato a Torino, riprende con raddoppiato impegno il suo lavoro culturale, conquistando i primi successi e affermandosi sempre più come poeta e come narratore.
Allo stesso tempo si apre però il capitolo doloroso di una maturità contrassegnata da profonde inquietudini e da un senso di colpa, nato dall'incapacità di partecipare in prima persona alla vita sociale, in un'epoca di grandi dibattiti e scontri tra politica e cultura.
Il successo giunge con le opere pubblicate nello scorcio degli anni Quaranta, il suo periodo più fecondo, ma senza risolvere i problemi esistenziali. Tanto che, due mesi dopo la consacrazione del Premio Strega per La bella estate, il 27 agosto 1950, conclude con il suicidio il suo difficile mestiere di vivere.